Il mercato europeo degli immobili residenziali è entrato in una fase di rinnovata stabilità nel 2025 e gli investitori istituzionali dispongono ora di uno strumento più chiaro per seguirne l’evoluzione. INREV, l’Associazione europea degli investitori in veicoli immobiliari non quotati, ha introdotto l’INREV Living Fund Index — il primo benchmark dedicato a misurare la performance degli alloggi in affitto, delle residenze per studenti, del senior living e dei nuovi formati abitativi come il single-family rental e il flexible living.
Il lancio colma una lacuna di lunga data. Nonostante il settore living sia diventato negli ultimi anni il più grande segmento di investimento immobiliare in Europa, mancava un punto di riferimento unificato per misurare la performance. Con il mercato che esce da una correzione durata due anni a causa dei tassi elevati, gli investitori cercano maggiore trasparenza su dove i rendimenti si stiano stabilizzando e quali strategie stiano sovraperformando.
Cosa copre il nuovo indice
L’INREV Living Fund Index comprende 41 fondi non quotati e commingled, con un valore patrimoniale lordo complessivo di 60,4 miliardi di euro. Il suo database storico risale al 2001 e offre approfondimenti su vari cicli di mercato, dalla rapida crescita degli affitti alla compressione delle valutazioni e ai cambiamenti demografici. Per fondi pensione e assicurazioni con forti allocazioni nel residenziale, l’accesso a dati di performance comparabili e di lungo periodo rappresenta un cambiamento significativo.
L’indice misura i rendimenti trimestrali del NAV e suddivide le performance per tipologia di strategia e sottosettore: residenziale, student housing e senior living. Ciò permette una lettura più chiara di come i diversi profili di rischio reagiscano alle condizioni di mercato in evoluzione.
T3 2025: primi segnali di stabilizzazione
I primi risultati del terzo trimestre 2025 indicano che il settore è entrato in una fase più equilibrata dopo vari trimestri di volatilità. L’indice ha registrato un rendimento totale dell’1,8%, rispetto all’1,9% del secondo trimestre. Sebbene la variazione sia modesta, segnala che le valutazioni non stanno più diminuendo al ritmo visto nel 2023 e all’inizio del 2024.
La crescita degli affitti rimane il principale motore di performance. In tutta Europa, carenza abitativa, formule di indicizzazione salariali e pressione demografica continuano a sostenere una domanda degli inquilini molto solida. Con uno sviluppo limitato da alti costi di finanziamento e normative urbanistiche rigide, i livelli di vacancy rimangono bassi nella maggior parte delle principali città.
Il Nord Europa resta il mercato più forte
Tra le regioni più performanti figurano i Paesi Bassi e i mercati nord-europei in generale. I fondi focalizzati sui Paesi Bassi hanno registrato un rendimento del 2,4% nel trimestre, sostenuti da una domanda eccezionalmente forte, nuova costruzione limitata e alti tassi di occupazione sia nel segmento regolamentato sia in quello libero.
La forte presenza dei Paesi Bassi nell’indice evidenzia quanto il capitale istituzionale sia ormai concentrato in mercati con offerta estremamente limitata. Queste dinamiche attenuano l’impatto dei costi di finanziamento elevati e mantengono flussi di cassa stabili per gli investitori core.
Le strategie core superano il value-add
I fondi residenziali core hanno registrato un 1,9%, superando le strategie value-add, più esposte a pressioni di rifinanziamento, inflazione del capex e ritardi di sviluppo. Negli ultimi 18 mesi molti gestori hanno pivotato verso portafogli a rischio più contenuto, e l’indice mostra che gli investitori continuano a privilegiare stabilità, affitti prevedibili e leva finanziaria ridotta.
Le strategie value-add attraggono ancora interesse per la riposizione a medio termine, ma i costi del debito più elevati hanno ridotto i rendimenti degli asset che necessitano di rifinanziamento o ristrutturazioni.
Student housing: domanda forte, valutazioni più morbide
Lo student housing ha registrato uno 0,9%, un risultato trimestrale più debole ma comunque positivo. Gli operatori in Europa riportano tassi di occupazione quasi pieni e prevedono un altro anno di crescita degli affitti. In mercati come Regno Unito, Paesi Bassi, Spagna e Polonia, i landlord istituzionali prevedono aumenti di circa il 4% per il prossimo anno accademico.
Nonostante la domanda solida, il segmento ha subito aggiustamenti di valutazione più significativi dopo una fase di forte espansione e crescita dei costi operativi. La performance più moderata riflette una ricalibrazione del mercato, non un indebolimento dei fondamentali.
Formati emergenti attirano interesse istituzionale
L’indice conferma anche il crescente interesse istituzionale verso nuovi formati residenziali, come il single-family rental, il flex living e i concetti senior progettati per una popolazione in invecchiamento. Questi formati offrono diversificazione e redditi scalabili, allineati agli impegni a lungo termine di fondi pensione e assicurazioni.
Sebbene ancora più piccoli in volume, tali segmenti stanno crescendo rapidamente e probabilmente rappresenteranno una quota più ampia dell’indice in futuro.
Trasparenza e disciplina di mercato
Uno dei principali vantaggi dell’indice è la trasparenza che porta in un settore cresciuto rapidamente ma senza benchmark coerenti. Gli investitori possono ora verificare se i loro portafogli stanno sovraperformando, confrontare aree geografiche e analizzare le differenze tra strategie core e value-add.
Per i fund manager, l’indice introduce una disciplina di performance più rigorosa. Potrebbe influenzare strutture commissionali, posizionamento del rischio e strategie di raccolta capitali, poiché gli investitori utilizzano sempre più questo riferimento riconosciuto.
La carenza abitativa europea sostiene la resilienza
La cronica scarsità di alloggi in Europa rimane il principale fattore di resilienza del settore. Gli sviluppatori continuano a confrontarsi con costi edilizi elevati, disponibilità limitata di terreni e norme urbanistiche restrittive, mentre la domanda cresce nelle principali aree metropolitane. Di conseguenza, il residenziale ha sovraperformato uffici, retail e vari segmenti alternativi durante il recente ciclo dei tassi.
Gli uffici soffrono ancora l’impatto del lavoro ibrido, il retail si sta stabilizzando lentamente e la logistica si sta riequilibrando dopo anni di crescita eccezionale. Il residenziale, invece, beneficia di occupazione costante e aggiornamenti dei canoni legati all’inflazione.
Cosa aspettarsi ora
Il lancio dell’INREV Living Fund Index segna un momento strategico per il mercato residenziale europeo. Con i dati dei primi mesi del 2025 che mostrano stabilizzazione e crescita moderata, l’indice diventa uno strumento essenziale per gli investitori che navigano un contesto complesso, caratterizzato da tassi elevati, offerta limitata e pressione sugli affitti.
Con il previsto calo graduale dei tassi di interesse nei prossimi trimestri, le condizioni di finanziamento potrebbero migliorare. Domanda solida, offerta contenuta e fondamentali di reddito robusti indicano che le strategie residenziali continueranno a sovraperformare molte asset class commerciali.
